Patologie
Luca Campana

La lombalgia si definisce come dolore al rachide lombare e rappresenta, quindi, un sintomo, non   una patologia; è più comune tra i 30 e i 55 anni e in Italia è la maggior causa di dolore e inabilità: oltre il 70% della popolazione ne soffre almeno una volta nella vita e nel 10% dei casi, se non precocemente trattata, diventa un problema cronico.

Alla base della lombalgia ci sono cause vertebrali ed extra-vertebrali.

Le lombalgie vertebrali possono essere causate da infiammazione tra due vertebre, artrosi tra due vertebre, ernia del disco intervertebrale, protrusione discale o altre patologie vertebrali.

Le lombalgie extra-vertebrali possono essere causate da patologie reno-ureterali (calcolosi), patologie vascolari (aneurisma dell’aorta addominale), patologie ginecologiche (endometriosi), patologie intestinali (colonpatie) e patologie prostatiche (prostatiti).

Spesso il dolore lombare è accompagnato da dolore irradiato alla regione posteriore della coscia e della gamba (lombosciatalgia) o alla regione anteriore della coscia (lombocruralgia), lungo i territori di innervazione rispettivamente dei nervi sciatico e femorale. 

È importante per il paziente che presenta tali sintomi sottoporsi, nel più breve tempo possibile, a una visita di controllo da un professionista del settore in modo tale da evitare frequenti recidive o ancora peggio una cronicizzazione del dolore.

Vari studi hanno dimostrato come l’osteopatia associata alla fisioterapia, alla flesso distrazione vertebrale automatica, a consigli di igiene posturale e, nei casi più gravi, a trattamento farmacologico abbia un grande impatto nell’evoluzione favorevole del dolore lombare.