Osteopatia e Prevenzione
L’osteopatia ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione.
La prevenzione osteopatica migliora la qualità della vita dei pazienti e le condizioni di salute generali poiché pone al centro del suo ragionamento clinico la persona a 360o e non semplicemente la sola patologia.
L’approccio è causale, piuttosto che sintomatico, e si concentra sulle cause dell’alterazione del corpo che producono il dolore.
Il trattamento osteopatico ha come obiettivo l’ottimizzazione del corretto funzionamento del nostro organismo aiutandolo a mantenere le migliori condizioni di salute possibili.
È importante periodicamente effettuare una valutazione di controllo osteopatica, anche in assenza di dolori, per individuare e risolvere eventuali disfunzioni vertebrali, viscerali e/o fasciali che a lungo termine possono evolvere in problematiche più serie.
La visita osteopatica è indicata per:
Migliorare la postura
Aumentare il rendimento sportivo aiutando il sistema muscolo-scheletrico a esprimersi al meglio delle sue potenzialità
Pazienti che soffrono di lombalgia, lombo sciatalgia, cervicalgia, ernia del disco
Eliminare dolori muscolo-scheletrici
Migliorare la digestione
Migliorare la qualità del sonno
Migliorare il mal di testa
Donne in gravidanza
Artrosi
L’artrosi è una patologia degenerativa di un’articolazione nel suo complesso, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare, del tessuto sinoviale, dell’osso sub condrale e delle strutture capsulari.
È la forma più comune di patologia articolare; la sua frequenza aumenta progressivamente con l’età fino a colpire il 70% dei soggetti sopra i 65 anni.
Solitamente le articolazioni più colpite sono quelle sottoposte al carico come colonna vertebrale, anca e ginocchio, ma è frequente anche alle dita della mano e alla spalla.
Essendo una patologia degenerativa è bene sottolineare che non esiste alcuna terapia in grado di far regredire le lesioni artrosiche: si può comunque prevenire o ritardarne l’evoluzione e si può eliminare il dolore e ripristinare il movimento articolare.
La terapia si basa sul riposo dell’articolazione interessata, l’eventuale perdita di peso se eccessivo, l’assunzione di antinfiammatori e l’associazione tra terapia fisica (tecar terapia) e terapia manuale osteopatica e fisioterapica.
Nei quadri più gravi il trattamento elettivo è chirurgico, seguito da un percorso riabilitativo volto al recupero funzionale, al ripristino articolare e alla riduzione del dolore.
Lesioni Muscolari
Ogni sportivo professionista o amatoriale si prepara a lungo fisicamente e tecnicamente per poter conseguire la miglior performance possibile. Un allenamento bilanciato rappresenta il miglior elemento di prevenzione rispetto all’incidenza di infortuni.
Dopo una lesione e il successivo periodo di immobilizzazione è fondamentale che ogni atleta si sottoponga a un trattamento riabilitativo.
Il trattamento osteopatico e fisioterapico accelera i tempi di guarigione e aiuta lo sportivo a utilizzare il sistema muscolo-scheletrico al meglio delle sue potenzialità.
Rispetto alla preparazione e prevenzione, la valutazione e il trattamento riguardano:
Il sistema osteo-articolare, individuando e trattando le zone meno mobili per distribuire in modo omogeneo le sollecitazioni allo scheletro.
Il sistema muscolo fasciale, per ottimizzare le adattabilità dei muscoli e il bilanciamento tra gruppi muscolari che compiono gesti complessi.
Il corpo nel suo insieme, per migliorare le informazioni propriocettive che ci aiutano a coordinare il movimento.
Disturbi della sfera Viscerale
I disturbi dell’apparato gastroenterico, urologico, ginecologico e andrologico spesso possono generare sintomi riferiti nella zona lombare, pelvica e cervicale ma anche interferire con il funzionamento dell’apparato locomotore.
In questo caso è fondamentale una corretta diagnosi differenziale col medico specialista per escludere cause di maggiore importanza.
Una volta escluse problematiche gravi, il trattamento osteopatico mira a ripristinare il buon funzionamento e la corretta mobilità viscerale.
Oltre a focalizzarsi sulle zone meno mobili dello scheletro, in questo caso è fondamentale la valutazione e il trattamento della gabbia toracica e del muscolo diaframma.
Il diaframma è il muscolo motore della respirazione e rappresenta l’elemento che gestisce ed equilibra la pressione toracica e addominale, mobilizzando allo stesso tempo i visceri sopra e sotto la cupola diaframmatica.
Le posizioni che assumiamo, il tipo di lavoro, l’attività fisica che pratichiamo e la sedentarietà incidono sulla funzione del muscolo diaframma e di conseguenza sulla condizione dei visceri.
Il trattamento osteopatico è indicato, sempre in stretta collaborazione con il medico specialista, in caso di:
Disturbi della digestione
Reflusso gastro esofageo
Disturbi ginecologici (dismenorrea, endometriosi)
Stipsi
Disturbi dell’ATM
I dolori a livello dell’articolazione temporo-mandibolare si possono manifestare assieme a scrosci, difficoltà ad aprire la bocca completamente, rigidità dei muscoli masticatori, mal di testa, fischi alle orecchie (acufeni) e tendenza a digrignare i denti durante la notte.
Il corretto rapporto occlusale dei denti è una condizione fondamentale per il buon funzionamento di questa importante regione del capo.
Il trattamento manipolativo aiuta a ripristinare la corretta funzionalità parallelamente all’intervento dell’ortodonzista.
Spalla Dolorosa
La spalla dolorosa è una condizione patologica molto frequente caratterizzata da dolore nella parte alta, laterale e anteriore del braccio, a volte irradiato fino alla mano che si accentua all’esecuzione di specifici movimenti o durante la notte; spesso la sensazione dolorosa è accompagnata a rigidità articolare che limita ulteriormente il movimento.
Le cause principali comprendono usura della componente articolare, degenerazione delle strutture tendinee della cuffia dei rotatori con relativa infiammazione della borsa sub acromion deltoidea, movimenti ripetuti scorretti o traumi.
Una volta individuata la causa principale del dolore, tramite un accurata valutazione da parte di specialisti qualificati, l’intervento terapeutico mirato risulta essere molto efficace attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche di terapia manuale per la spalla associate all’utilizzo di terapie fisiche quali onde d’urto o tecar terapia.
L’obiettivo del trattamento è ridurre il dolore e recuperare la mobilità della spalla.
Protrusione ed Ernia discale
Il disco intervertebrale rappresenta un cuscinetto interposto tra una vertebra e l’altra ed è una struttura anatomica con funzione ammortizzante formata da una parte centrale gelatinosa (Nucleo polposo) contenente l’88% di acqua e una parte periferica (Anello fibroso) formata da fasci fibrosi che circonda il nucleo polposo.
Le alterazioni a carico dei dischi possono essere dovute a diverse cause: traumatiche, posturali e degenerative.
Si distinguono 2 discopatie: la protrusione discale e l’ernia del disco.
La protrusione discale è la discopatia più frequente e si caratterizza per la migrazione del disco dal suo spazio naturale fino al contatto con strutture riccamente innervate, e che quindi provocano dolore, come il legamento longitudinale posteriore o le vicine radici nervose.
Solitamente la protrusione discale è associata a disidratazione del nucleo polposo e quindi a perdita di spessore del disco.
Quando il disco si rompe si ha la fuoriuscita del nucleo polposo con invasione dello spazio circostante e conseguente compressione delle radici nervose che determina infiammazione e dolore; questa condizione clinica è denominata ernia discale.
A seconda del segmento vertebrale e della radice interessati la sintomatologia si differenzia in lombalgia, lombo sciatalgia, lombo cruralgia, cervicalgia o cervico brachialgia.
La diagnosi per entrambe le problematiche è clinica attraverso visita specialistica e può essere confermata tramite risonanza magnetica.
Nella maggior parte dei casi il trattamento è di tipo conservativo e prevede l’associazione tra osteopatia-fisioterapia e terapia farmacologica (FANS o Cortisonici).
Una volta risolta la fase acuta è necessario effettuare sedute periodiche preventive, in accordo con l’osteopata-fisioterapista di fiducia, fondamentali per evitare ricadute.
Solamente in rarissimi casi, ovvero quando si ha un interessamento del nervo motorio, è necessario l’intervento chirurgico.
Tecniche di terapia manuale sul mal di testa muscolotensivo
La cefalea muscolo-tensiva è un tipo di mal di testa piuttosto diffuso caratterizzato da dolore persistente bilaterale costrittivo, non pulsante, di intensità lieve o moderata, che interessa di solito la nuca (regione occipitale). La durata delle crisi è molto variabile. Nelle forme frequenti e infrequenti le crisi durano di solito da 30 minuti a 7 giorni, mentre nelle forme croniche il dolore può durare ore, giorni, settimane, mesi o anni ed essere continuo. Nelle forme più lievi il disturbo spesso insorge in situazioni di stress; nelle forme più severe e croniche il dolore compare di solito la mattina al risveglio e prosegue fino a sera.
Tra i vari tipi di cefalea, quella muscolo-tensiva ha influenza negativa nel lavoro, nella qualità della vita e a nelle attività sociali del paziente.
OBIETTIVO DELLO STUDIO
L’obiettivo di questo studio, condotto in un centro specializzato per il trattamento delle cefalee, è quello di valutare l’efficacia delle tecniche di terapia manuale applicate alla regione sotto occipitale in pazienti con cefalea muscolo-tensiva.
COM’È STATO CONDOTTO LO STUDIO?
È stato preso un campione di 62 pazienti di età compresa tra i 29 e i 50 anni; i pazienti sono stati suddivisi in 4 gruppi.
Nel primo gruppo i pazienti sono stati sottoposti a una tecnica di inibizione della muscolatura suboccipitale, nel secondo gruppo a una tecnica di manipolazione articolare delle vertebre cervicali alte (C0-C1-C2), nel terzo gruppo ad entrambe le tecniche sopracitate e nel quarto gruppo il paziente non è stato sottoposto ad alcun tipo di tecnica.
QUALI SONO STATI I RISULTATI OTTENUTI?
I risultati ottenuti sono stati incoraggianti.
La frequenza del mal di testa è calata notevolmente nei soggetti sottoposti a manipolazione vertebrale (gruppo 2) o a entrambe le tecniche (gruppo 3).
L’intensità del mal di testa è calata sia nel gruppo 1 (inibizione dei suboccipitale), sia nel gruppo 2 (manipolazione articolare), sia nel gruppo 3 (entrambe le tecniche).
Segni correlati alla cefalea come fotofobia, fonofobia e sensazione di pesantezza pericraneale sono migliorati solamente nei pazienti sottoposti a entrambe le tecniche (gruppo 3).
Nessun tipo di beneficio è stato riscontrato nei pazienti del gruppo 4 (pazienti non sottoposti ad alcun tipo di tecnica).
Il fatto che i risultati migliori siano stati ottenuti nei pazienti del gruppo 3, potrebbe essere dovuto all’interazione tra fattori biomeccanici (ripristino del movimento vertebrale) e risposte neurofisiologiche (variazione della sensibilità al dolore).
CONCLUSIONI….
Lo studio condotto dai colleghi mostra come entrambe le tecniche di trattamento proposte per il trattamento della cefalea muscolo tensiva sono risultate efficaci; detto ciò, i risultati più brillanti riguardo a frequenza degli episodi, intensità del dolore, fotofobia, fonofobia e pesantezza craniale sono stati riscontrati quanto le due tecniche sono state associate.
Questo studio conferma che le tecniche manipolative, associate a un’accurata valutazione da parte del clinico, sono estremante efficaci, pertanto sono una reale alternativa al trattamento farmacologico, nel controllo e nella riduzione della cefalea.
Gli effetti positivi possono essere osservati già nell’arco di 4 sedute.
Fonte EUR J PHYS REHABIL MED 2014;50:641-7
Falsi miti sulla lombalgia
La lombalgia si definisce come dolore al rachide lombare e rappresenta, quindi, un sintomo non una malattia. Si stima che oltre il 70% della popolazione ne soffra almeno uno volta nella vita.
Le credenze errate sulla lombalgia hanno un grande impatto nei soggetti con mal di schiena in quanto sono associate a livelli maggiori di dolore e disabilità, infatti posso portare a comportamenti errati e a eccessivi atteggiamenti protettivi inutili. Questi falsi miti possono anche alterare il profilo psicologico, causando stress, ansia e depressione.
Quali sono le credenze errate più frequenti tra i pazienti?
la lombalgia è spesso un disturbo grave
la lombalgia diventerà cronica e peggiorerà andando avanti con gli anni
la lombalgia persistente è sempre associata a un danno
le indagini strumentali (RX e RMN) sono sempre necessarie per individuare la causa della lombalgia
il dolore durante l’esercizio fisico è segno che la colonna vertebrale si sta danneggiando
la lombalgia è causata da muscoli addominali deboli
le recidive sono segnali di danno ai tessuti
è necessario assoluto riposo in presenza di lombalgia
farmaci e chirurgia sono necessari per trattare la lombalgia
Cos’è utile sapere sulla lombalgia?
Escluse patologie gravi, le evidenze scientifiche mostrano che:
la lombalgia non necessita di essere curata per tutta la vita
la maggior parte degli episodi di lombalgia migliora e la lombalgia non peggiora con l’aumentare dell’età
un atteggiamento negativo, la paura del movimento e una scarsa fiducia nella guarigione sono associate al dolore persistente più della lesione tissutale
le indagini strumentali non determinano la prognosi dell’episodio
movimento ed esercizi graduali sono sicuri e benefici per la colonna vertebrale
le riacutizzazioni sono legate a cambiamenti delle attività, allo stress e all’umore più che a un danno tissutale
nella stragrande maggioranza dei casi l’intervento chirurgico è sconsigliato a favore invece di trattamenti di tipo conservativo
