Osteopatia e Prevenzione

Luca Campana
Blog

L’osteopatia ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione.

La prevenzione osteopatica migliora la qualità della vita dei pazienti e le condizioni di salute generali poiché pone al centro del suo ragionamento clinico la persona a 360o e non semplicemente la sola patologia.

L’approccio è causale, piuttosto che sintomatico, e si concentra sulle cause dell’alterazione del corpo che producono il dolore.

Il trattamento osteopatico ha come obiettivo l’ottimizzazione del corretto funzionamento del nostro organismo aiutandolo a mantenere le migliori condizioni di salute possibili.

È importante periodicamente effettuare una valutazione di controllo osteopatica, anche in assenza di dolori, per individuare e risolvere eventuali disfunzioni vertebrali, viscerali e/o fasciali che a lungo termine possono evolvere in problematiche più serie.

La visita osteopatica è indicata per:

Migliorare la postura

Aumentare il rendimento sportivo aiutando il sistema muscolo-scheletrico a esprimersi al meglio delle sue potenzialità

Pazienti che soffrono di lombalgia, lombo sciatalgia, cervicalgia, ernia del disco

Eliminare dolori muscolo-scheletrici

Migliorare la digestione

Migliorare la qualità del sonno

Migliorare il mal di testa

Donne in gravidanza

Artrosi

Luca Campana
Patologie

L’artrosi è una patologia degenerativa di un’articolazione nel suo complesso, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare, del tessuto sinoviale, dell’osso sub condrale e delle strutture capsulari.

È la forma più comune di patologia articolare; la sua frequenza aumenta progressivamente con l’età fino a colpire il 70% dei soggetti sopra i 65 anni.

Solitamente le articolazioni più colpite sono quelle sottoposte al carico come colonna vertebrale, anca e ginocchio, ma è frequente anche alle dita della mano e alla spalla.

Essendo una patologia degenerativa è bene sottolineare che non esiste alcuna terapia in grado di far regredire le lesioni artrosiche: si può comunque prevenire o ritardarne l’evoluzione e si può eliminare il dolore e ripristinare il movimento articolare.

La terapia si basa sul riposo dell’articolazione interessata, l’eventuale perdita di peso se eccessivo, l’assunzione di antinfiammatori e l’associazione tra terapia fisica (tecar terapia) e terapia manuale osteopatica e fisioterapica.

Nei quadri più gravi il trattamento elettivo è chirurgico, seguito da un percorso riabilitativo volto al recupero funzionale, al ripristino articolare e alla riduzione del dolore.

Lesioni Muscolari

Luca Campana
Patologie

Ogni sportivo professionista o amatoriale si prepara a lungo fisicamente e tecnicamente per poter conseguire la miglior performance possibile. Un allenamento bilanciato rappresenta il miglior elemento di prevenzione rispetto all’incidenza di infortuni.

Dopo una lesione e il successivo periodo di immobilizzazione è fondamentale che ogni atleta si sottoponga a un trattamento riabilitativo.

Il trattamento osteopatico e fisioterapico accelera i tempi di guarigione e aiuta lo sportivo a utilizzare il sistema muscolo-scheletrico al meglio delle sue potenzialità.

Rispetto alla preparazione e prevenzione, la valutazione e il trattamento riguardano:

 Il sistema osteo-articolare, individuando e trattando le zone meno mobili per distribuire in modo omogeneo le sollecitazioni allo scheletro.

Il sistema muscolo fasciale, per ottimizzare le adattabilità dei muscoli e il bilanciamento tra gruppi muscolari che compiono gesti complessi.

Il corpo nel suo insieme, per migliorare le informazioni propriocettive che ci aiutano a coordinare il movimento.

Disturbi della sfera Viscerale

Luca Campana
Patologie

I disturbi dell’apparato gastroenterico, urologico, ginecologico e andrologico spesso possono generare sintomi riferiti nella zona lombare, pelvica e cervicale ma anche interferire con il funzionamento dell’apparato locomotore.

In questo caso è fondamentale una corretta diagnosi differenziale col medico specialista per escludere cause di maggiore importanza.

Una volta escluse problematiche gravi, il trattamento osteopatico mira a ripristinare il buon funzionamento e la corretta mobilità viscerale.

Oltre a focalizzarsi sulle zone meno mobili dello scheletro, in questo caso è fondamentale la valutazione e il trattamento della gabbia toracica e del muscolo diaframma.

Il diaframma è il muscolo motore della respirazione e rappresenta l’elemento che gestisce ed equilibra la pressione toracica e addominale, mobilizzando allo stesso tempo i visceri sopra e sotto la cupola diaframmatica.

Le posizioni che assumiamo, il tipo di lavoro, l’attività fisica che pratichiamo e la sedentarietà incidono sulla funzione del muscolo diaframma e di conseguenza sulla condizione dei visceri.

Il trattamento osteopatico è indicato, sempre in stretta collaborazione con il medico specialista, in caso di:

Disturbi della digestione

Reflusso gastro esofageo

Disturbi ginecologici (dismenorrea, endometriosi)

Stipsi

Disturbi dell’ATM

Luca Campana
Patologie

I dolori a livello dell’articolazione temporo-mandibolare si possono manifestare assieme a scrosci, difficoltà ad aprire la bocca completamente, rigidità dei muscoli masticatori, mal di testa, fischi alle orecchie (acufeni) e tendenza a digrignare i denti durante la notte. 

Il corretto rapporto occlusale dei denti è una condizione fondamentale per il buon funzionamento di questa importante regione del capo.

Il trattamento manipolativo aiuta a ripristinare la corretta funzionalità parallelamente all’intervento dell’ortodonzista.

Spalla Dolorosa

Luca Campana
Patologie

La spalla dolorosa è una condizione patologica molto frequente caratterizzata da dolore nella parte alta, laterale e anteriore del braccio, a volte irradiato fino alla mano che si accentua all’esecuzione di specifici movimenti o durante la notte; spesso la sensazione dolorosa è accompagnata a rigidità articolare che limita ulteriormente il movimento.

Le cause principali comprendono usura della componente articolare, degenerazione delle strutture tendinee della cuffia dei rotatori con relativa infiammazione della borsa sub acromion deltoidea, movimenti ripetuti scorretti o traumi.

Una volta individuata la causa principale del dolore, tramite un accurata valutazione da parte di specialisti qualificati, l’intervento terapeutico mirato risulta essere molto efficace attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche di terapia manuale per la spalla associate all’utilizzo di terapie fisiche quali onde d’urto o tecar terapia.

L’obiettivo del trattamento è ridurre il dolore e recuperare la mobilità della spalla.

Protrusione ed Ernia discale

Luca Campana
Patologie

Il disco intervertebrale rappresenta un cuscinetto interposto tra una vertebra e l’altra ed è una struttura anatomica con funzione ammortizzante formata da una parte centrale gelatinosa (Nucleo polposo) contenente l’88% di acqua e una parte periferica (Anello fibroso) formata da fasci fibrosi che circonda il nucleo polposo. 

Le alterazioni a carico dei dischi possono essere dovute a diverse cause: traumatiche, posturali e degenerative.

Si distinguono 2 discopatie: la protrusione discale e l’ernia del disco.

La protrusione discale è la discopatia più frequente e si caratterizza per la migrazione del disco dal suo spazio naturale fino al contatto con strutture riccamente innervate, e che quindi provocano dolore, come il legamento longitudinale posteriore o le vicine radici nervose.

Solitamente la protrusione discale è associata a disidratazione del nucleo polposo e quindi a perdita di spessore del disco.

Quando il disco si rompe si ha la fuoriuscita del nucleo polposo con invasione dello spazio circostante e conseguente compressione delle radici nervose che determina infiammazione e dolore; questa condizione clinica è denominata ernia discale.

A seconda del segmento vertebrale e della radice interessati la sintomatologia si differenzia in lombalgia, lombo sciatalgia, lombo cruralgia, cervicalgia o cervico brachialgia.

La diagnosi per entrambe le problematiche è clinica attraverso visita specialistica e può essere confermata tramite risonanza magnetica.

Nella maggior parte dei casi il trattamento è di tipo conservativo e prevede l’associazione tra osteopatia-fisioterapia e terapia farmacologica (FANS o Cortisonici).

Una volta risolta la fase acuta è necessario effettuare sedute periodiche preventive, in accordo con l’osteopata-fisioterapista di fiducia, fondamentali per evitare ricadute.

Solamente in rarissimi casi, ovvero quando si ha un interessamento del nervo motorio, è necessario l’intervento chirurgico.

Tecniche di terapia manuale sul mal di testa muscolotensivo

Luca Campana
Blog

La cefalea muscolo-tensiva è un tipo di mal di testa piuttosto diffuso caratterizzato da dolore persistente bilaterale costrittivo, non pulsante, di intensità lieve o moderata, che interessa di solito la nuca (regione occipitale). La durata delle crisi è molto variabile. Nelle forme frequenti e infrequenti le crisi durano di solito da 30 minuti a 7 giorni, mentre nelle forme croniche il dolore può durare ore, giorni, settimane, mesi o anni ed essere continuo. Nelle forme più lievi il disturbo spesso insorge in situazioni di stress; nelle forme più severe e croniche il dolore compare di solito la mattina al risveglio e prosegue fino a sera.

Tra i vari tipi di cefalea, quella muscolo-tensiva ha influenza negativa nel lavoro, nella qualità della vita e a nelle attività sociali del paziente.

OBIETTIVO DELLO STUDIO

L’obiettivo di questo studio, condotto in un centro specializzato per il trattamento delle cefalee, è quello di valutare l’efficacia delle tecniche di terapia manuale applicate alla regione sotto occipitale in pazienti con cefalea muscolo-tensiva.

COM’È STATO CONDOTTO LO STUDIO?

È stato preso un campione di 62 pazienti di età compresa tra i 29 e i 50 anni; i pazienti sono stati suddivisi in 4 gruppi.

Nel primo gruppo i pazienti sono stati sottoposti a una tecnica di inibizione della muscolatura suboccipitale, nel secondo gruppo a una tecnica di manipolazione articolare delle vertebre cervicali alte (C0-C1-C2), nel terzo gruppo ad entrambe le tecniche sopracitate e nel quarto gruppo il paziente non è stato sottoposto ad alcun tipo di tecnica.

QUALI SONO STATI I RISULTATI OTTENUTI?

I risultati ottenuti sono stati incoraggianti.

La frequenza del mal di testa è calata notevolmente nei soggetti sottoposti a manipolazione vertebrale (gruppo 2) o a entrambe le tecniche (gruppo 3).

L’intensità del mal di testa è calata sia nel gruppo 1 (inibizione dei suboccipitale), sia nel gruppo 2 (manipolazione articolare), sia nel gruppo 3 (entrambe le tecniche).

Segni correlati alla cefalea come fotofobia, fonofobia e sensazione di pesantezza pericraneale sono migliorati solamente nei pazienti sottoposti a entrambe le tecniche (gruppo 3).

Nessun tipo di beneficio è stato riscontrato nei pazienti del gruppo 4 (pazienti non sottoposti ad alcun tipo di tecnica).

Il fatto che i risultati migliori siano stati ottenuti nei pazienti del gruppo 3, potrebbe essere dovuto all’interazione tra fattori biomeccanici (ripristino del movimento vertebrale) e risposte neurofisiologiche (variazione della sensibilità al dolore).

CONCLUSIONI….

Lo studio condotto dai colleghi mostra come entrambe le tecniche di trattamento proposte per il trattamento della cefalea muscolo tensiva sono risultate efficaci; detto ciò, i risultati più brillanti riguardo a frequenza degli episodi, intensità del dolore, fotofobia, fonofobia e pesantezza craniale sono stati riscontrati quanto le due tecniche sono state associate.

Questo studio conferma che le tecniche manipolative, associate a un’accurata valutazione da parte del clinico, sono estremante efficaci, pertanto sono una reale alternativa al trattamento farmacologico, nel controllo e nella riduzione della cefalea.

Gli effetti positivi possono essere osservati già nell’arco di 4 sedute.

Fonte EUR J PHYS REHABIL MED 2014;50:641-7

Falsi miti sulla lombalgia

Luca Campana
Blog

La lombalgia si definisce come dolore al rachide lombare e rappresenta, quindi, un sintomo non una malattia. Si stima che oltre il 70% della popolazione ne soffra almeno uno volta nella vita.

Le credenze errate sulla lombalgia hanno un grande impatto nei soggetti con mal di schiena in quanto sono associate a livelli maggiori di dolore e disabilità, infatti posso portare a comportamenti errati e a eccessivi atteggiamenti protettivi inutili. Questi falsi miti possono anche alterare il profilo psicologico, causando stress, ansia e depressione.

Quali sono le credenze errate più frequenti tra i pazienti?

la lombalgia è spesso un disturbo grave

la lombalgia diventerà cronica e peggiorerà andando avanti con gli anni

la lombalgia persistente è sempre associata a un danno

le indagini strumentali (RX e RMN) sono sempre necessarie per individuare la causa della lombalgia

il dolore durante l’esercizio fisico è segno che la colonna vertebrale si sta danneggiando

la lombalgia è causata da muscoli addominali deboli

le recidive sono segnali di danno ai tessuti

è necessario assoluto riposo in presenza di lombalgia

farmaci e chirurgia sono necessari per trattare la lombalgia

Cos’è utile sapere sulla lombalgia?

Escluse patologie gravi, le evidenze scientifiche mostrano che:

la lombalgia non necessita di essere curata per tutta la vita

la maggior parte degli episodi di lombalgia migliora e la lombalgia non peggiora con l’aumentare dell’età

un atteggiamento negativo, la paura del movimento e una scarsa fiducia nella guarigione sono associate al dolore persistente più della lesione tissutale

le indagini strumentali non determinano la prognosi dell’episodio

movimento ed esercizi graduali sono sicuri e benefici per la colonna vertebrale

le riacutizzazioni sono legate a cambiamenti delle attività, allo stress e all’umore più che a un danno tissutale

nella stragrande maggioranza dei casi l’intervento chirurgico è sconsigliato a favore invece di trattamenti di tipo conservativo

Fonte https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31892534/